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Ubh: nel 2009 si conferma il trend di discesa di compravendite e prezzi

02 febbraio 2010
L'ufficio studi UBH ha fornito un aggiornamento a gennaio 2010 sulle tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale italiano.
Dal 1985 ad oggi non si era mai verificato che il mercato immobiliare residenziale italiano facesse segnare un calo degli scambi per tre anni di seguito. Le stime sul consuntivo 2009 degli addetti ai lavori si attestano tutte intorno alle 600.000 unità scambiate, con un calo in termini percentuali rispetto al 2008 di circa il 12,5%.
La provincia soffre più della grande città Localmente le flessioni maggiori si fanno sentire soprattutto nei comuni non capoluogo di provincia, dove in un biennio le compravendite sono calate mediamente fra il 30% e il 40%, mentre nelle grandi città il calo medio è stato più vicino al 25%.
La frenata subita dal mercato del credito alla casa, con cali sulle nuove erogazioni in alcuni casi superiori al 40%, ha fatto scomparire dal mercato almeno 130.000 compravendite a cui si sono andate a sommare almeno altre 100.000 dovute più al clima di incertezza e sfiducia che ha segnato il Paese unitamente alle conseguenze legate alla recessione economica (ritardi sui pagamenti, crescita della disoccupazione, calo dei consumi in generale).
Nei comuni capoluogo, si comincia a registrare quella che è la vera nota positiva oggi sul mercato: il venditore si rende disponibile a valutare le offerte che gli vengono proposte mediamente più basse del 10/15,0% rispetto al prezzo proposto. Confrontando i valori di oggi con quelli di metà 2008 ci si accorge che non ci sono sostanziali differenze nelle medie generali. Il tasso di inflazione che abbiamo avuto durante l'ultimo anno non ha intaccato il valore reale delle abitazioni, rafforzando così il concetto che fa dell'immobile italiano un bene che difficilmente perde valore nel tempo. Confrontando il dato consuntivo del 2009 con lo stesso periodo del 2008 rileviamo prezzi in calo in tutte le grandi città, una sostanziale conferma dei tempi medi di vendita (superiori ai 6 mesi in media) e della forbice fra prezzo d'offerta e prezzo di vendita che supera i 15 punti percentuali.
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