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LITTLE STONE. Intervista a: LODOVICO AVATANEO

09 febbraio 2010

Torino si può sicuramente considerare un Polo Universitario di eccellenza e, soprattutto il Politecnico, continua ad attrarre studenti da ogni parte d’Italia e del mondo. Ne abbiamo parlato con Lodovico Avataneo, socio e amministratore delegato di Fiminter Immobili s.r.l. - Partner Unica

Siamo a cinque anni da Torino 2006, e manca poco ai festeggiamenti per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Come e quanto Torino ha beneficiato della passata manifestazione e cosa ci si può aspettare dall’evento futuro?

Che Torino abbia tratto benefici dalle Olimpiadi invernali 2006 è indiscutibile: in termini di immagine, di visibilità nazionale ed internazionale, di infrastrutture e di cambiamento di mentalità.
Anche il mercato immobiliare ha beneficiato di tutto questo fermento: non sono poche le persone e le realtà imprenditoriali che dopo il 2006 hanno scelto Torino come città in cui vivere, lavorare ed investire. Che cosa occorre adesso? Occorre non far spegnere la fiamma olimpica!
La città deve avere fiducia in se stessa e continuare a proporsi come meta turistica, culturale ed imprenditoriale.
I festeggiamenti per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia rappresentano una nuova grande opportunità per Torino e sicuramente uno stimolo in più per un mercato immobiliare che sta ancora soffrendo per gli effetti della crisi. Ci si può attendere un risveglio di interesse ed una iniezione di fiducia anche in quei torinesi che in questo momento di incertezza non trovano lo slancio per compiere il passo dell’acquisto di un immobile, indipendentemente dal fatto che sia residenziale, commerciale o industriale.

Il mercato torinese. Guardiamo oltre. C’è un mercato universitario? Se sì quali sono le zone che maggiormente ne stanno beneficiando?

Torino si può sicuramente considerare un Polo Universitario di eccellenza e, soprattutto il Politecnico, continua ad attrarre studenti da ogni parte d’Italia e del mondo. Questo grande afflusso di studenti genera una vera e propria nicchia di mercato di rilevanza notevole, sia per le locazioni che per la compravendita.
La maggior parte delle richieste di acquisto e di locazione si concentrano sulle tipologie del mono e bilocale ben arredati e di buona qualità, in zone comode alle facoltà ma che tranquillizzino anche i genitori, in stabili possibilmente ben tenuti o ristrutturati almeno nelle parti comuni. Aumentano gli investitori alla ricerca di piccoli appartamenti da destinare alla locazione per universitari. Oltre alle solite zone limitrofe alle varie facoltà, è in costante aumento l’interesse per tutte le aree nelle immediate vicinanze delle fermate della metropolitana, mezzo di trasporto prediletto dagli studenti per la rapidità di spostamento, anche soltanto per raggiungere il centro e spostarsi poi con gli altri mezzi pubblici.

La Torino cinematografica. Da Elisa di Rivombrosa alle ultime fiction che sono state ambientate a nel capoluogo subalpino. In qualche modo stanno condizionando l’interesse degli acquirenti o stanno passando proprio inutilmente?

In questo caso il discorso è più complesso ed è più difficile valutare una ricaduta sul mercato immobiliare, sono comunque convinto che anche queste iniziative, apparentemente non correlate, possano dare un contributo positivo, magari in tempi più lunghi. Vale lo stesso discorso fatto per le Olimpiadi Invernali e per festeggiamenti per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia: per usare un linguaggio cinematografico, tutte le iniziative in grado di mantenere i riflettori puntati sulla nostra città, non possono che favorire anche il mercato immobiliare. La percezione di una città in movimento, genera interesse in chi viene da fuori, infonde sicurezza nei torinesi e rende tutti più disponibili ad investire nel mattone, sia per acquistare o cambiare la propria prima casa, che per ampliare l’ufficio o la sede della propria attività commerciale o produttiva.

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