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Mediazione creditizia: la presa di posizione della Fiaip

30 luglio 2010

Pronti partenza via. Siamo ad un passo dalla rivoluzione del credito al consumo. Con il decreto legislativo di attuazione della direttiva comunitaria, che è in questi giorni sui tavoli ministeriali, verrà modificata la disciplina degli operatori finanziari e dei mediatori creditizi.
Un’operazione che lascia alquanto perplessi gli addetti ai lavori. La paura è quella che 60.000 imprese che operano nel settore chiudano i battenti. Secondo le stime della Fiaip, molte aziende piccole e medie rischiano di sparire nel caso in cui il Governo decida di approvare in Consiglio dei Ministri il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa al credito al consumo e alla modifica della disciplina legislativa degli operatori finanziari e dei mediatori creditizi.
«Si vuole uniformare il mercato del credito a mere logiche commerciali di alcune grandi banche – spiega il Presidente Fiaip Paolo Righi – con la finalità di escludere dal mercato i mediatori creditizi, discriminando allo stesso tempo quegli istituti bancari di piccole dimensioni che si avvalgono delle reti terze come modello strutturale per la loro crescita. Se verrà attuata questa riforma un consumatore non potrà più scegliere e confrontare le offerte dei vari istituti di credito». Il decreto inoltre impedirà agli agenti immobiliari di segnalare mutui alla propria clientela, se funzionali alla compravendita, sebbene la riforma venga giustificata con la necessità di dare una maggiore professionalità per gli operatori finanziari e creditizi.
«Il Governo toglie – sottolinea il presidente Fiaip Righi – la possibilità agli agenti immobiliari di segnalare mutui, e lascia al contempo la possibilità ai commessi delle grandi catene di distribuzione di operare indisturbati nel settore del credito al consumo, e segnalare finanziamenti alle famiglie».
La Fiaip ritiene che il decreto, ove venisse così approvato dal Consiglio dei Ministri, è in netto contrasto con la legge-delega e costituzionalmente illegittimo. Ciò inoltre penalizza oggi tutti i mediatori creditizi che operano nella forma di ditte individuali, e che domani saranno costretti a chiudere la propria attività. «In un momento di crisi, e di disagio sociale – puntualizza Righi – il Governo metterà sul lastrico 60.000 famiglie italiane che non potranno beneficiare di alcun ammortizzatore sociale».
Il relatore, On. Alessandro Pagano, nel corso di una dichiarazione rilasciata a MF ha comunque precisato: «l’obiettivo principale è quello di tutelare e garantire i consumatori. Qualora ciò non dovesse accadere saremo disponibili a ritornare sulla materia».

di Pierpaolo Molinengo

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